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	<title>Novajo</title>
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	<description>Il futuro della comunicazione</description>
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	<title>Novajo</title>
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	<item>
		<title>Buona Pasqua 2026 da Novajo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 15:46:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novajo]]></category>
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					<description><![CDATA[Auguri di Buona Pasqua 2025 da Novajo, Quotidiano Piemontese  Piemonte Expo , Massa Critica , Novajo Comunica e da tutte le altre nostre tante attività.  Ricevi le nostre ultime notizie da Google News - SEGUICI Iscriviti alla nostra newsletter per essere aggiornato sulle nostre attività e sul nostro sito . Seguici su Facebook , Twitter , Linkedin.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Auguri di Buona Pasqua 2025 da <a href="https://www.novajo.it/">Novajo</a>, <a href="http://www.quotidianopiemontese.it/">Quotidiano Piemontese</a>  <a href="http://www.piemonteexpo.it/">Piemonte Expo</a> , <a href="http://www.massa-critica.it">Massa Critica</a> , <a href="https://www.novajo.it/novajo-comunica/" target="_blank" rel="noopener">Novajo Comunica</a> e da tutte le altre nostre tante attività.</p>


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			</item>
		<item>
		<title>Life Cycle Assessment, lo strumento che misura davvero l’impatto delle aziende e perché è strategico</title>
		<link>https://www.novajo.it/2026/03/25/life-cycle-assessment-lo-strumento-che-misura-davvero-limpatto-delle-aziende-e-perche-e-strategico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 21:49:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel linguaggio della sostenibilità, sempre più presente nei bilanci e nelle strategie industriali, c’è un termine che sta guadagnando centralità: Life Cycle Assessment (LCA). Dietro questa espressione tecnica si nasconde uno degli strumenti più efficaci per capire – e ridurre – l’impatto ambientale di prodotti e processi. Il principio è semplice, almeno in teoria: analizzare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Nel linguaggio della sostenibilità, sempre più presente nei bilanci e nelle strategie industriali, c’è un termine che sta guadagnando centralità: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_del_ciclo_di_vita"><span class="s1"><b>Life Cycle Assessment</b></span></a> (LCA). Dietro questa espressione tecnica si nasconde uno degli strumenti più efficaci per capire – e ridurre – l’impatto ambientale di prodotti e processi.</p>
<p class="p1">Il principio è semplice, almeno in teoria: analizzare un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita, dalla nascita alla fine. Dall’estrazione delle materie prime fino allo smaltimento, passando per produzione, trasporto e utilizzo. Una visione “dalla culla alla tomba” che evita approcci parziali e spesso fuorvianti.</p>
<p class="p1">A differenza di molte dichiarazioni ambientali, il Life Cycle Assessment si basa su standard internazionali definiti dalla <a href="chatgpt://generic-entity?number=0"><span class="s3">ISO</span></a>, che stabiliscono criteri rigorosi per raccogliere dati, calcolare impatti e confrontare risultati.</p>
<p class="p1">Questo significa che il LCA non è marketing, ma metodo scientifico. E proprio per questo viene sempre più richiesto da istituzioni, partner industriali e mercati.</p>
<p class="p1">Negli ultimi anni, il LCA è passato da strumento per specialisti a leva strategica per le imprese. Le ragioni sono molteplici.</p>
<p class="p1">Analizzando il ciclo di vita, emergono inefficienze spesso invisibili: sprechi energetici, materiali poco performanti, logistiche non ottimizzate. Intervenire su questi aspetti significa risparmiare.</p>
<p class="p1">Consumatori e clienti business chiedono trasparenza. Non basta più dire che un prodotto è “green”: servono dati. Il LCA consente di fornirli.</p>
<p class="p1">Le politiche ambientali, soprattutto in Europa, stanno diventando più stringenti. Disporre di un’analisi del ciclo di vita aiuta le aziende a non farsi trovare impreparate.</p>
<p class="p1">Uno degli effetti più rilevanti del Life Cycle Assessment è il suo impatto sulle decisioni aziendali. Non si limita a fotografare la realtà, ma orienta le scelte.</p>
<p class="p1">Dalla selezione delle materie prime alla progettazione dei prodotti, fino alla gestione del fine vita, il LCA permette di individuare soluzioni più sostenibili. È qui che entra in gioco il cosiddetto eco-design: prodotti pensati fin dall’inizio per avere un impatto minore.</p>
<p class="p1">Il LCA è anche uno degli strumenti chiave per la transizione verso modelli di economia circolare, dove il valore dei materiali viene mantenuto il più a lungo possibile.</p>
<p class="p1">Sapere dove e come un prodotto genera impatti consente di ripensarlo in ottica di riuso, riciclo o riduzione degli sprechi.</p>
<p class="p1">Se fino a pochi anni fa il Life Cycle Assessment era prerogativa di grandi aziende o settori altamente regolati, oggi la sua diffusione si sta ampliando rapidamente.</p>
<p class="p1">La spinta arriva da più direzioni: regolatori, investitori, consumatori. Ma anche dalla consapevolezza, sempre più diffusa, che sostenibilità e competitività non sono in contrasto.</p>
<p class="p1">In questo scenario, il LCA si configura non solo come uno strumento tecnico, ma come una bussola strategica. Perché misurare l’impatto è il primo passo per ridurlo – e per costruire un vantaggio reale nel mercato che cambia.</p>
<p class="p1">l Life Cycle Assessment è uno strumento chiave per l’evoluzione verso modelli di <span class="s1"><b>economia circolare</b></span>, in cui i prodotti vengono progettati per durare, essere riutilizzati e riciclati.</p>
<h2><b> Perché è utile alle aziende</b></h2>
<h3><b>1. </b><b>Riduzione dell’impatto ambientale</b></h3>
<p class="p3">Attraverso il LCA, le aziende possono identificare le fasi più critiche del ciclo produttivo e intervenire per:</p>
<ul>
<li>
<p class="p1">ridurre emissioni di CO₂</p>
</li>
<li>
<p class="p1">ottimizzare l’uso delle risorse</p>
</li>
<li>
<p class="p1">limitare i rifiuti</p>
</li>
</ul>
<h3><b>2. </b><b>Vantaggio competitivo</b></h3>
<p class="p3">Sempre più consumatori e partner commerciali scelgono prodotti sostenibili. Il LCA permette alle imprese di:</p>
<ul>
<li>
<p class="p1">dimostrare dati concreti</p>
</li>
<li>
<p class="p1">migliorare la reputazione</p>
</li>
<li>
<p class="p1">differenziarsi sul mercato</p>
</li>
</ul>
<h3><b>3. </b><b>Supporto alle decisioni strategiche</b></h3>
<p class="p3">Il LCA fornisce informazioni utili per:</p>
<ul>
<li>
<p class="p1">progettare prodotti eco-compatibili (eco-design)</p>
</li>
<li>
<p class="p1">scegliere materiali alternativi</p>
</li>
<li>
<p class="p1">ottimizzare la logistica</p>
</li>
</ul>
<h3><b>4. </b><b>Conformità normativa</b></h3>
<p class="p3">Le normative ambientali sono sempre più stringenti. Il LCA aiuta le aziende a:</p>
<ul>
<li>
<p class="p1">rispettare regolamenti</p>
</li>
<li>
<p class="p1">prepararsi a future restrizioni</p>
</li>
<li>
<p class="p1">evitare rischi legali e sanzioni</p>
</li>
</ul>
<h3><b>5. </b><b>Accesso a finanziamenti e bandi</b></h3>
<p class="p3">Molti programmi di finanziamento, anche europei, premiano progetti sostenibili. Disporre di un’analisi LCA:</p>
<ul>
<li>
<p class="p1">aumenta la credibilità</p>
</li>
<li>
<p class="p1">facilita l’accesso a incentivi</p>
</li>
</ul>


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			</item>
		<item>
		<title>La valutazione di impatto, la chiave di Volta delle strategie aziendali del futuro</title>
		<link>https://www.novajo.it/2026/03/19/la-valutazione-di-impatto-la-chiave-di-volta-delle-strategie-aziendali-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 17:17:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ruolo della valutazione di impatto nelle strategie aziendali del futurNegli ultimi anni il concetto di “valutazione di impatto” è passato da pratica marginale a elemento centrale nelle strategie aziendali. In un contesto segnato da crisi climatiche, trasformazioni sociali e crescente attenzione alla sostenibilità, le imprese non sono più giudicate soltanto per i risultati economici, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ruolo della valutazione di impatto nelle strategie aziendali del futurNegli ultimi anni il concetto di “valutazione di impatto” è passato da pratica marginale a elemento centrale nelle strategie aziendali. In un contesto segnato da crisi climatiche, trasformazioni sociali e crescente attenzione alla sostenibilità, le imprese non sono più giudicate soltanto per i risultati economici, ma anche per gli effetti che generano su ambiente, società e territori. La valutazione di impatto si configura così come uno strumento strategico capace di orientare le decisioni, migliorare la reputazione e garantire la sostenibilità nel lungo periodo.</p>
<p>Cos’è la valutazione di impatto</p>
<p>La valutazione di impatto è un processo che misura e analizza gli effetti — positivi e negativi — di un’attività, di un progetto o di un’organizzazione su diversi ambiti:</p>
<ul>
<li>ambientale (emissioni, consumo di risorse, biodiversità)</li>
<li>sociale (benessere delle comunità, diritti dei lavoratori, inclusione)</li>
<li>economico (valore generato, redistribuzione, sviluppo locale)</li>
</ul>
<p>Non si tratta solo di un’analisi ex post, ma sempre più di uno strumento utilizzato in fase decisionale, per progettare attività in modo responsabile. Integrare la valutazione di impatto non è solo un obbligo etico o normativo, ma rappresenta un vero e proprio vantaggio competitivo. Infatti le imprese che adottano questi strumenti possono:</p>
<ul>
<li>migliorare la gestione dei rischi</li>
<li>attrarre investimenti sostenibili</li>
<li>rafforzare la fiducia di clienti e stakeholder</li>
<li>innovare prodotti e servizi</li>
</ul>
<p>Ad esempio, analizzare l’impatto ambientale lungo la filiera produttiva può portare a ridurre costi energetici e materie prime, generando benefici sia economici sia ambientali.</p>
<p>L’Unione Europea sta giocando un ruolo decisivo nel rendere la valutazione di impatto una componente strutturale delle strategie aziendali. Direttive come la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) impongono alle aziende di rendicontare in modo trasparente i propri impatti ambientali e sociali. Questo segna un passaggio cruciale: la sostenibilità non è più volontaria, ma parte integrante.</p>
<p>Nel futuro, la valutazione di impatto sarà sempre più integrata nei processi decisionali aziendali, fino a diventare parte del DNA delle organizzazioni. Le imprese non saranno più valutate solo per quanto producono, ma per come lo producono e per gli effetti che generano. Questo cambiamento segna il passaggio da un modello di crescita basato esclusivamente sul profitto a uno orientato alla creazione di valore condiviso, in cui successo economico e benessere collettivo diventano obiettivi complementari.</p>


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			</item>
		<item>
		<title>Anso Meeting  2026 a Senigallia dal 17 al 19 aprile</title>
		<link>https://www.novajo.it/2026/03/11/anso-meeting-2026-a-senigallia-dal-17-al-19-aprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 20:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Riparte con l&#8217;edizione 2026 a Senigallia dal 17 al 19 aprile Anso Meeting l&#8217;evento che riunisce gli editori digitali italiani, organizzata dall’ Associazione Nazionale Stampa Online &#8211; ANSO. Sarà un&#8217;importante occasione di formazione e networking con all&#8217;interno del programma l&#8217;assemblea dei soci Anso. PROGRAMMA ANSO METING SENIGALLIA 2026 VENERDÍ 17 APRILE 17:00 – 19:00 ; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Riparte con l&#8217;edizione 2026 a Senigallia dal 17 al 19 aprile <strong>Anso Meeting</strong> l&#8217;evento che riunisce gli editori digitali italiani, organizzata dall’ <a href="https://www.anso.it/"><strong>Associazione Nazionale Stampa Online &#8211; ANSO</strong></a>.</p>
<p>Sarà un&#8217;importante occasione di formazione e networking con all&#8217;interno del programma l&#8217;assemblea dei soci Anso.</p>
<p>PROGRAMMA ANSO METING SENIGALLIA 2026</p>
<p>VENERDÍ 17 APRILE</p>
<p>17:00 – 19:00 ; Auditorium San Rocco<br />
“Informare, sostenere, crescere: dare valore al territorio”<br />
Incontro organizzato in collaborazione con BCC, Anci, Odg Marche e Comune di Senigallia<br />
Modera: Antonella Nesi (Adnkronos)<br />
Intervengono: Giacomo Di Girolamo, vicepresidente Anso e giornalista Tp24 – Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli e presidente di Anci Marche &#8211; Roberto Crostella, direttore Bcc Ostra e Morro d’Alba – Giacomo Falcioni, direttore Bcc Fano</p>
<p>20:00 – 21:00 ; Giardini Rocca Roveresca Exhibition Dance – Summer Jamboree<br />
Cena libera</p>
<p>SABATO 18 APRILE</p>
<p>Giornata dedicata alla formazione</p>
<p>09:00 ; Mario Moroni – podcaster – Il Caffettino “Contatto diretto con i lettori per sfuggire all’algoritmo”<br />
10:30 ; Giuseppe Cruciata – giornalista – Google News Lab Teaching Fellow “Google e gli editori: strumenti per crescere”<br />
12:00 ; Lorenzo Diaco – CEO Publytics “Come monitorare i nostri dati: strumenti e strategie per gli editori digitali”<br />
13:00 Brunch in spiaggia<br />
14:30 ; Graziano Giacani e Fabio Balista (Brand Festival) “Come rafforzare il brand di un giornale”<br />
16:00 Assemblea Anso<br />
17:00 Il futuro di Anso: disegnamolo insieme Confronto aperto tra i soci sul futuro dell’associazione<br />
20:00 &#8211; Serata libera</p>
<p>DOMENICA 19 APRILE</p>
<p>09:30 ; Anso insieme alla scoperta del territorio &#8211; Tour guidato di Senigallia<br />
Informare, sostenere, crescere: dare valore al territorio</p>


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			</item>
		<item>
		<title>ANSO: Inaccettabile penalizzare i piccoli editori e l&#8217;informazione locale con l&#8217;abbassamento della soglia di ricavi per il contributo AGCOM</title>
		<link>https://www.novajo.it/2026/03/06/ansoinaccettabile-penalizzare-i-piccoli-editori-e-linformazione-locale-con-labbassamento-della-soglia-di-ricavi-per-il-contributo-agcom/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 08:21:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.novajo.it/?p=40631</guid>

					<description><![CDATA[L’Associazione nazionale stampa online &#8211; Anso  esprime forte contrarietà alla decisione di abbassare da 500mila a 50mila euro la soglia di ricavi per il calcolo del contributo dovuto all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom). Una modifica che rischia di coinvolgere un numero molto più ampio di realtà editoriali, colpendo in particolare le piccole testate [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’Associazione nazionale stampa online &#8211; Anso </strong> esprime forte contrarietà alla decisione di abbassare<strong> da 500mila a 50mila euro</strong> la soglia di ricavi per il calcolo del contributo dovuto all’<strong>Autorità per le garanzie nelle comunicazioni</strong> (Agcom).</p>
<p>Una modifica che rischia di coinvolgere un numero molto più ampio di realtà editoriali, <strong>colpendo in particolare le piccole testate digitali e gli editori locali</strong>, che rappresentano una componente essenziale del pluralismo informativo nel Paese.</p>
<p>«Le testate locali – mette in evidenza il presidente di Anso <strong>Michele Pinto</strong> – svolgono ogni giorno<strong> un lavoro prezioso per le comunità</strong>. Raccontano i territori, danno voce ai cittadini, seguono la vita delle amministrazioni e delle economie locali garantendo informazione professionale, nel rispetto delle norme deontologiche e del lavoro giornalistico. <strong>Sono inoltre un presidio per la libertà di informazione e un argine alla diffusione delle fake news</strong>, grazie al lavoro di redazioni e giornalisti che operano con responsabilità editoriale e verifiche delle fonti».</p>
<p>Secondo l’associazione, la riduzione della soglia rischia di incidere su un settore già fragile, composto in gran parte da piccole imprese editoriali che operano con risorse limitate ma con un forte radicamento nei territori.</p>
<p>«È paradossale – prosegue MIchele Pinto – che un contributo di questo tipo venga richiesto a realtà editoriali che svolgono <strong>un servizio pubblico di informazione</strong>, mentre non esiste alcun onere analogo per chi diffonde contenuti sui social o su blog senza alcun controllo editoriale e senza obblighi di verifica delle notizie».</p>
<p>Per questo motivo <strong>Anso annuncia che metterà in campo tutte le azioni possibili per tutelare i propri associati</strong>, aprendo anche un confronto sul piano istituzionale e politico.</p>
<p>«Una misura di questo tipo – conclude il presidente – rischia di frenare lo sviluppo delle piccole realtà editoriali e di indebolire l’informazione locale. È necessario invece sostenere il pluralismo e valorizzare il lavoro delle testate che ogni giorno garantiscono informazione professionale e radicata nelle comunità».</p>


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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Michele Pinto è il nuovo presidente di Anso – Associazione Nazionale Stampa Online, rinnovato il direttivo dell&#8217;associazione</title>
		<link>https://www.novajo.it/2026/02/01/michele-pinto-e-il-nuovo-presidente-di-anso-associazione-nazionale-stampa-online-rinnovato-il-direttivo-dellassociazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 09:47:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.novajo.it/?p=40068</guid>

					<description><![CDATA[Michele Pinto è il nuovo presidente di Anso – Associazione Nazionale Stampa Online. L’elezione è avvenuta per acclamazione sabato 31 gennaio a Milano e il mandato avrà durata triennale. Il nuovo direttivo nazionale è composto da Giacomo Di Girolamo (Tp24 – Marsala), vicepresidente, Nathalie Grange (Aostasera), Andrea Garantola (Open), Daniele Reali (Il Giunco – Grosseto), [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Michele Pinto è il nuovo presidente di<a href="https://www.anso.it/"> Anso – Associazione Nazionale Stampa Online</a>. L’elezione è avvenuta per acclamazione sabato 31 gennaio a Milano e il mandato avrà durata triennale.</p>
<p>Il nuovo direttivo nazionale è composto da Giacomo Di Girolamo (Tp24 – Marsala), vicepresidente, Nathalie Grange (Aostasera), Andrea Garantola (Open), Daniele Reali (Il Giunco – Grosseto), Andrea Chiovelli (IVG – Savona) e Manuel Sgarella (SaronnoNews).</p>
<p>Negli ultimi nove anni ANSO è stata guidata da Marco Giovannelli, direttore di VareseNews, sotto la cui presidenza l’associazione è cresciuta e si è consolidata, raggiungendo risultati importanti come la sottoscrizione del contratto di lavoro giornalistico ANSO–FISC.</p>
<p>“Raccolgo questo incarico con un forte senso di responsabilità – ha dichiarato Michele Pinto –. ANSO ha dimostrato, fin dalla sua nascita, che l’editoria locale online può essere innovativa, credibile e radicata nei territori. Oggi il mondo dell’informazione è profondamente cambiato, ma gli editori di Anso hanno saputo adattarsi e continuano a farlo ogni giorno. L’editoria attraversa una fase difficile, ma l’informazione resta centrale. Rafforzare gli editori significa rendere più solido l’intero sistema dell’informazione locale”.</p>
<p>&nbsp;</p>


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		<title>Verso il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP): si parte nel 2026</title>
		<link>https://www.novajo.it/2026/01/27/verso-il-passaporto-digitale-di-prodotto-dpp-si-parte-nel-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 22:40:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Unione Europea ha varato a luglio 2024 il Regolamento (UE) 2024/1781 sull’Ecodesign per prodotti sostenibili, ampliando i requisiti di ecodesign a un vasto elenco di beni sul mercato UE, con limitate esclusioni come alimenti, mangimi e farmaci. La principale innovazione del provvedimento è il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP), carta d’identità digitale per monitorare l’intero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Unione Europea ha varato a luglio 2024 il <a href="https://www.mase.gov.it/portale/ecodesign">Regolamento (UE) 2024/1781 sull’Ecodesign</a> per prodotti sostenibili, ampliando i requisiti di ecodesign a un vasto elenco di beni sul mercato UE, con limitate esclusioni come alimenti, mangimi e farmaci. La principale innovazione del provvedimento è il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP), carta d’identità digitale per monitorare l’intero ciclo di vita dello stesso</p>
<p>L’obiettivo è massimizzare circolarità e sostenibilità, riducendo impatti ambientali dalla produzione allo smaltimento. Implementazione graduale: prime regole settoriali dal 2027, complete entro 2030 per priorità ad alto impatto come tessili, mobili, elettronica/ICT, metalli (acciaio/alluminio), pneumatici, detergenti, vernici, lubrificanti e chimici.</p>
<p>Il contenuto esatto del singolo Passaporto Digitale di Prodotto  dipenderà dalla categoria di prodotto, ma in generale il passaporto deve includere informazioni su tutti gli aspetti chiave di sostenibilità e sicurezza del prodotto.</p>
<p>Alcuni esempi di dati che dovranno essere presenti nel Passaporto Digitale di Prodotto (DPP):</p>
<ul>
<li>Composizione e materiali: la provenienza delle materie prime utilizzate, i materiali/componenti e la loro origine (es. riciclati o vergini);</li>
<li>Processi di produzione e certificazioni: dettagli sui processi produttivi, eventuali certificazioni ambientali o di qualità ottenute, condizioni di lavoro nella filiera e conformità a standard di sicurezza;</li>
<li>Prestazioni tecniche ed efficienza: ad esempio la durata di vita prevista, l’efficienza energetica, le modalità d’uso consigliate, nonché dati di performance tecniche rilevanti per l’impatto ambientale;</li>
<li>Manutenzione, riparazione e durata: indicazione dei servizi di riparazione disponibili, disponibilità di pezzi di ricambio, possibilità di aggiornamenti o upgrade, e in generale la riparabilità e durabilità del prodotto;</li>
<li>Impatto ambientale e impronta: l’impronta ecologica del prodotto (ad es. Carbon Footprint), la presenza di sostanze pericolose o che ostacolano il riciclo, e altri indicatori ambientali;</li>
<li>Fine vita e riciclabilità: istruzioni per il corretto smontaggio, riuso, riciclo o smaltimento a fine vita, informazioni utili per impianti di trattamento rifiuti e riciclaggio.</li>
</ul>
<p>Tutte queste informazioni dovranno essere archiviate in formato digitale interoperabile e leggibile automaticamente, in modo da essere facilmente consultabili dagli interessati. Il DPP non sostituisce le normali etichette o manuali cartacei, ma le affianca fornendo dati più dettagliati e aggiornati.</p>
<p>Il passaporto digitale è pensato per essere utile a tutti gli attori della catena del valore, con particolare attenzione ai consumatori, che potranno accedere facilmente a informazioni accurate e verificate sul prodotto che stanno acquistando, ed alle imprese stesse (produttori, distributori, rivenditori), che potranno usare queste informazioni per monitorare la conformità normativa e le pratiche sostenibili lungo la filiera, migliorando al contempo la tracciabilità e la comunicazione trasparente.</p>
<p>Per garantire l’accessibilità universale, il passaporto digitale accompagnerà fisicamente ogni prodotto sotto forma di un codice scansionabile. Il regolamento prevede infatti che ad ogni prodotto venga associato un identificativo univoco, collegato a un “vettore di dati” (come un QR code o codice a barre) apposto sul prodotto o sul packaging, assicurando che le informazioni sulla sostenibilità del prodotto viaggino insieme ad esso lungo tutta la filiera.</p>
<p><a href="https://www.rina.org/it/media/news/2025/10/28/digital-product-passport">L’implementazione dei DPP</a> seguirà un approccio graduale, con atti delegati che definiranno i requisiti specifici per ciascun gruppo di prodotti.<br />
Il primo Piano di Lavoro individua i settori prioritari e le date indicative di adozione:</p>
<p>&#8211; Prodotti finali: tessili/abbigliamento (2027), pneumatici (2027), mobili (2028), materassi (2029).</p>
<p>&#8211; Prodotti intermedi: ferro/acciaio (2026), alluminio (2027).</p>


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		<item>
		<title>Buon Natale e Felice Anno 2026</title>
		<link>https://www.novajo.it/2025/12/23/buon-natale-e-felice-anno-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 05:45:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Novajo]]></category>
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					<description><![CDATA[Novajo,, Quotidiano Piemontese, Piemonte Expo, Massa Critica, tutti i soci, collaboratori e partner della società augurano a tutti un caloroso Buon Natale e un Felice Anno 2026 Auguriamo a tutti un 2026  di pace, crescita, condivisione e gioie. Per noi è stato un ennesimo anno di crescita che ci fa sperare per un 2026 straordinario. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.novajo.it/">Novajo</a>,, <a href="https://www.quotidianopiemontese.it/">Quotidiano Piemontese</a>, <a href="https://www.piemonteexpo.it/">Piemonte Expo</a>, <a href="https://www.massa-critica.it/">Massa Critica</a>, tutti i soci, collaboratori e partner della società augurano a tutti un caloroso Buon Natale e un Felice Anno 2026<span id="more-39366"></span></p>
<p>Auguriamo a tutti un 2026  di pace, crescita, condivisione e gioie.<br />
Per noi è stato un ennesimo anno di crescita che ci fa sperare per un 2026 straordinario.</p>


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