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	<title>Sostenibilità Archives - Novajo</title>
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	<description>Il futuro della comunicazione</description>
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	<title>Sostenibilità Archives - Novajo</title>
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	<item>
		<title>Life Cycle Assessment, lo strumento che misura davvero l’impatto delle aziende e perché è strategico</title>
		<link>https://www.novajo.it/2026/03/25/life-cycle-assessment-lo-strumento-che-misura-davvero-limpatto-delle-aziende-e-perche-e-strategico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 21:49:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel linguaggio della sostenibilità, sempre più presente nei bilanci e nelle strategie industriali, c’è un termine che sta guadagnando centralità: Life Cycle Assessment (LCA). Dietro questa espressione tecnica si nasconde uno degli strumenti più efficaci per capire – e ridurre – l’impatto ambientale di prodotti e processi. Il principio è semplice, almeno in teoria: analizzare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Nel linguaggio della sostenibilità, sempre più presente nei bilanci e nelle strategie industriali, c’è un termine che sta guadagnando centralità: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_del_ciclo_di_vita"><span class="s1"><b>Life Cycle Assessment</b></span></a> (LCA). Dietro questa espressione tecnica si nasconde uno degli strumenti più efficaci per capire – e ridurre – l’impatto ambientale di prodotti e processi.</p>
<p class="p1">Il principio è semplice, almeno in teoria: analizzare un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita, dalla nascita alla fine. Dall’estrazione delle materie prime fino allo smaltimento, passando per produzione, trasporto e utilizzo. Una visione “dalla culla alla tomba” che evita approcci parziali e spesso fuorvianti.</p>
<p class="p1">A differenza di molte dichiarazioni ambientali, il Life Cycle Assessment si basa su standard internazionali definiti dalla <a href="chatgpt://generic-entity?number=0"><span class="s3">ISO</span></a>, che stabiliscono criteri rigorosi per raccogliere dati, calcolare impatti e confrontare risultati.</p>
<p class="p1">Questo significa che il LCA non è marketing, ma metodo scientifico. E proprio per questo viene sempre più richiesto da istituzioni, partner industriali e mercati.</p>
<p class="p1">Negli ultimi anni, il LCA è passato da strumento per specialisti a leva strategica per le imprese. Le ragioni sono molteplici.</p>
<p class="p1">Analizzando il ciclo di vita, emergono inefficienze spesso invisibili: sprechi energetici, materiali poco performanti, logistiche non ottimizzate. Intervenire su questi aspetti significa risparmiare.</p>
<p class="p1">Consumatori e clienti business chiedono trasparenza. Non basta più dire che un prodotto è “green”: servono dati. Il LCA consente di fornirli.</p>
<p class="p1">Le politiche ambientali, soprattutto in Europa, stanno diventando più stringenti. Disporre di un’analisi del ciclo di vita aiuta le aziende a non farsi trovare impreparate.</p>
<p class="p1">Uno degli effetti più rilevanti del Life Cycle Assessment è il suo impatto sulle decisioni aziendali. Non si limita a fotografare la realtà, ma orienta le scelte.</p>
<p class="p1">Dalla selezione delle materie prime alla progettazione dei prodotti, fino alla gestione del fine vita, il LCA permette di individuare soluzioni più sostenibili. È qui che entra in gioco il cosiddetto eco-design: prodotti pensati fin dall’inizio per avere un impatto minore.</p>
<p class="p1">Il LCA è anche uno degli strumenti chiave per la transizione verso modelli di economia circolare, dove il valore dei materiali viene mantenuto il più a lungo possibile.</p>
<p class="p1">Sapere dove e come un prodotto genera impatti consente di ripensarlo in ottica di riuso, riciclo o riduzione degli sprechi.</p>
<p class="p1">Se fino a pochi anni fa il Life Cycle Assessment era prerogativa di grandi aziende o settori altamente regolati, oggi la sua diffusione si sta ampliando rapidamente.</p>
<p class="p1">La spinta arriva da più direzioni: regolatori, investitori, consumatori. Ma anche dalla consapevolezza, sempre più diffusa, che sostenibilità e competitività non sono in contrasto.</p>
<p class="p1">In questo scenario, il LCA si configura non solo come uno strumento tecnico, ma come una bussola strategica. Perché misurare l’impatto è il primo passo per ridurlo – e per costruire un vantaggio reale nel mercato che cambia.</p>
<p class="p1">l Life Cycle Assessment è uno strumento chiave per l’evoluzione verso modelli di <span class="s1"><b>economia circolare</b></span>, in cui i prodotti vengono progettati per durare, essere riutilizzati e riciclati.</p>
<h2><b> Perché è utile alle aziende</b></h2>
<h3><b>1. </b><b>Riduzione dell’impatto ambientale</b></h3>
<p class="p3">Attraverso il LCA, le aziende possono identificare le fasi più critiche del ciclo produttivo e intervenire per:</p>
<ul>
<li>
<p class="p1">ridurre emissioni di CO₂</p>
</li>
<li>
<p class="p1">ottimizzare l’uso delle risorse</p>
</li>
<li>
<p class="p1">limitare i rifiuti</p>
</li>
</ul>
<h3><b>2. </b><b>Vantaggio competitivo</b></h3>
<p class="p3">Sempre più consumatori e partner commerciali scelgono prodotti sostenibili. Il LCA permette alle imprese di:</p>
<ul>
<li>
<p class="p1">dimostrare dati concreti</p>
</li>
<li>
<p class="p1">migliorare la reputazione</p>
</li>
<li>
<p class="p1">differenziarsi sul mercato</p>
</li>
</ul>
<h3><b>3. </b><b>Supporto alle decisioni strategiche</b></h3>
<p class="p3">Il LCA fornisce informazioni utili per:</p>
<ul>
<li>
<p class="p1">progettare prodotti eco-compatibili (eco-design)</p>
</li>
<li>
<p class="p1">scegliere materiali alternativi</p>
</li>
<li>
<p class="p1">ottimizzare la logistica</p>
</li>
</ul>
<h3><b>4. </b><b>Conformità normativa</b></h3>
<p class="p3">Le normative ambientali sono sempre più stringenti. Il LCA aiuta le aziende a:</p>
<ul>
<li>
<p class="p1">rispettare regolamenti</p>
</li>
<li>
<p class="p1">prepararsi a future restrizioni</p>
</li>
<li>
<p class="p1">evitare rischi legali e sanzioni</p>
</li>
</ul>
<h3><b>5. </b><b>Accesso a finanziamenti e bandi</b></h3>
<p class="p3">Molti programmi di finanziamento, anche europei, premiano progetti sostenibili. Disporre di un’analisi LCA:</p>
<ul>
<li>
<p class="p1">aumenta la credibilità</p>
</li>
<li>
<p class="p1">facilita l’accesso a incentivi</p>
</li>
</ul>


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			</item>
		<item>
		<title>La valutazione di impatto, la chiave di Volta delle strategie aziendali del futuro</title>
		<link>https://www.novajo.it/2026/03/19/la-valutazione-di-impatto-la-chiave-di-volta-delle-strategie-aziendali-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 17:17:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ruolo della valutazione di impatto nelle strategie aziendali del futurNegli ultimi anni il concetto di “valutazione di impatto” è passato da pratica marginale a elemento centrale nelle strategie aziendali. In un contesto segnato da crisi climatiche, trasformazioni sociali e crescente attenzione alla sostenibilità, le imprese non sono più giudicate soltanto per i risultati economici, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ruolo della valutazione di impatto nelle strategie aziendali del futurNegli ultimi anni il concetto di “valutazione di impatto” è passato da pratica marginale a elemento centrale nelle strategie aziendali. In un contesto segnato da crisi climatiche, trasformazioni sociali e crescente attenzione alla sostenibilità, le imprese non sono più giudicate soltanto per i risultati economici, ma anche per gli effetti che generano su ambiente, società e territori. La valutazione di impatto si configura così come uno strumento strategico capace di orientare le decisioni, migliorare la reputazione e garantire la sostenibilità nel lungo periodo.</p>
<p>Cos’è la valutazione di impatto</p>
<p>La valutazione di impatto è un processo che misura e analizza gli effetti — positivi e negativi — di un’attività, di un progetto o di un’organizzazione su diversi ambiti:</p>
<ul>
<li>ambientale (emissioni, consumo di risorse, biodiversità)</li>
<li>sociale (benessere delle comunità, diritti dei lavoratori, inclusione)</li>
<li>economico (valore generato, redistribuzione, sviluppo locale)</li>
</ul>
<p>Non si tratta solo di un’analisi ex post, ma sempre più di uno strumento utilizzato in fase decisionale, per progettare attività in modo responsabile. Integrare la valutazione di impatto non è solo un obbligo etico o normativo, ma rappresenta un vero e proprio vantaggio competitivo. Infatti le imprese che adottano questi strumenti possono:</p>
<ul>
<li>migliorare la gestione dei rischi</li>
<li>attrarre investimenti sostenibili</li>
<li>rafforzare la fiducia di clienti e stakeholder</li>
<li>innovare prodotti e servizi</li>
</ul>
<p>Ad esempio, analizzare l’impatto ambientale lungo la filiera produttiva può portare a ridurre costi energetici e materie prime, generando benefici sia economici sia ambientali.</p>
<p>L’Unione Europea sta giocando un ruolo decisivo nel rendere la valutazione di impatto una componente strutturale delle strategie aziendali. Direttive come la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) impongono alle aziende di rendicontare in modo trasparente i propri impatti ambientali e sociali. Questo segna un passaggio cruciale: la sostenibilità non è più volontaria, ma parte integrante.</p>
<p>Nel futuro, la valutazione di impatto sarà sempre più integrata nei processi decisionali aziendali, fino a diventare parte del DNA delle organizzazioni. Le imprese non saranno più valutate solo per quanto producono, ma per come lo producono e per gli effetti che generano. Questo cambiamento segna il passaggio da un modello di crescita basato esclusivamente sul profitto a uno orientato alla creazione di valore condiviso, in cui successo economico e benessere collettivo diventano obiettivi complementari.</p>


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			</item>
		<item>
		<title>Verso il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP): si parte nel 2026</title>
		<link>https://www.novajo.it/2026/01/27/verso-il-passaporto-digitale-di-prodotto-dpp-si-parte-nel-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 22:40:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Unione Europea ha varato a luglio 2024 il Regolamento (UE) 2024/1781 sull’Ecodesign per prodotti sostenibili, ampliando i requisiti di ecodesign a un vasto elenco di beni sul mercato UE, con limitate esclusioni come alimenti, mangimi e farmaci. La principale innovazione del provvedimento è il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP), carta d’identità digitale per monitorare l’intero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Unione Europea ha varato a luglio 2024 il <a href="https://www.mase.gov.it/portale/ecodesign">Regolamento (UE) 2024/1781 sull’Ecodesign</a> per prodotti sostenibili, ampliando i requisiti di ecodesign a un vasto elenco di beni sul mercato UE, con limitate esclusioni come alimenti, mangimi e farmaci. La principale innovazione del provvedimento è il Passaporto Digitale di Prodotto (DPP), carta d’identità digitale per monitorare l’intero ciclo di vita dello stesso</p>
<p>L’obiettivo è massimizzare circolarità e sostenibilità, riducendo impatti ambientali dalla produzione allo smaltimento. Implementazione graduale: prime regole settoriali dal 2027, complete entro 2030 per priorità ad alto impatto come tessili, mobili, elettronica/ICT, metalli (acciaio/alluminio), pneumatici, detergenti, vernici, lubrificanti e chimici.</p>
<p>Il contenuto esatto del singolo Passaporto Digitale di Prodotto  dipenderà dalla categoria di prodotto, ma in generale il passaporto deve includere informazioni su tutti gli aspetti chiave di sostenibilità e sicurezza del prodotto.</p>
<p>Alcuni esempi di dati che dovranno essere presenti nel Passaporto Digitale di Prodotto (DPP):</p>
<ul>
<li>Composizione e materiali: la provenienza delle materie prime utilizzate, i materiali/componenti e la loro origine (es. riciclati o vergini);</li>
<li>Processi di produzione e certificazioni: dettagli sui processi produttivi, eventuali certificazioni ambientali o di qualità ottenute, condizioni di lavoro nella filiera e conformità a standard di sicurezza;</li>
<li>Prestazioni tecniche ed efficienza: ad esempio la durata di vita prevista, l’efficienza energetica, le modalità d’uso consigliate, nonché dati di performance tecniche rilevanti per l’impatto ambientale;</li>
<li>Manutenzione, riparazione e durata: indicazione dei servizi di riparazione disponibili, disponibilità di pezzi di ricambio, possibilità di aggiornamenti o upgrade, e in generale la riparabilità e durabilità del prodotto;</li>
<li>Impatto ambientale e impronta: l’impronta ecologica del prodotto (ad es. Carbon Footprint), la presenza di sostanze pericolose o che ostacolano il riciclo, e altri indicatori ambientali;</li>
<li>Fine vita e riciclabilità: istruzioni per il corretto smontaggio, riuso, riciclo o smaltimento a fine vita, informazioni utili per impianti di trattamento rifiuti e riciclaggio.</li>
</ul>
<p>Tutte queste informazioni dovranno essere archiviate in formato digitale interoperabile e leggibile automaticamente, in modo da essere facilmente consultabili dagli interessati. Il DPP non sostituisce le normali etichette o manuali cartacei, ma le affianca fornendo dati più dettagliati e aggiornati.</p>
<p>Il passaporto digitale è pensato per essere utile a tutti gli attori della catena del valore, con particolare attenzione ai consumatori, che potranno accedere facilmente a informazioni accurate e verificate sul prodotto che stanno acquistando, ed alle imprese stesse (produttori, distributori, rivenditori), che potranno usare queste informazioni per monitorare la conformità normativa e le pratiche sostenibili lungo la filiera, migliorando al contempo la tracciabilità e la comunicazione trasparente.</p>
<p>Per garantire l’accessibilità universale, il passaporto digitale accompagnerà fisicamente ogni prodotto sotto forma di un codice scansionabile. Il regolamento prevede infatti che ad ogni prodotto venga associato un identificativo univoco, collegato a un “vettore di dati” (come un QR code o codice a barre) apposto sul prodotto o sul packaging, assicurando che le informazioni sulla sostenibilità del prodotto viaggino insieme ad esso lungo tutta la filiera.</p>
<p><a href="https://www.rina.org/it/media/news/2025/10/28/digital-product-passport">L’implementazione dei DPP</a> seguirà un approccio graduale, con atti delegati che definiranno i requisiti specifici per ciascun gruppo di prodotti.<br />
Il primo Piano di Lavoro individua i settori prioritari e le date indicative di adozione:</p>
<p>&#8211; Prodotti finali: tessili/abbigliamento (2027), pneumatici (2027), mobili (2028), materassi (2029).</p>
<p>&#8211; Prodotti intermedi: ferro/acciaio (2026), alluminio (2027).</p>


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			</item>
		<item>
		<title>Scrivo da un paese che non esiste vince il Premio AICA 2025 per la migliore comunicazione sui cambiamenti climatici</title>
		<link>https://www.novajo.it/2025/11/25/scrivo-da-un-paese-che-non-esiste-vince-il-premio-aica-2025-per-la-migliore-comunicazione-sui-cambiamenti-climatici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 10:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.novajo.it/?p=38858</guid>

					<description><![CDATA[Scrivo da un paese che non esiste ha vinto il Premio AICA 2025 per la migliore comunicazione sui cambiamenti climatici. Il progetto di quality journalism di ANSO, l’Associazione Nazionale della Stampa Online è stato premiato ad Alba sabato 22 novembre, durante l’edizione numero 22 del Premio AICA per la migliore comunicazione ambientale, che quest’anno ha introdotto per la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.novajo.it/2024/11/23/scrivo-da-un-paese-che-non-esiste-online-il-sito-che-racconta-limpatto-del-cambiamento-climatico-nelle-diverse-aree-dellitalia/">Scrivo da un paese che non esiste</a> ha vinto il <a href="https://www.envi.info/it/premio-aica/" target="_blank" rel="noopener">Premio AICA 2025</a> per la migliore comunicazione sui cambiamenti climatici.</p>
<p><a href="https://ilclimastacambiando.it/">Il progetto di <em>quality journalism</em> di <em>ANSO</em>, l’Associazione Nazionale della Stampa Online</a> è stato premiato ad Alba sabato 22 novembre, durante l’edizione numero 22 del Premio AICA per la migliore comunicazione ambientale, che quest’anno ha introdotto per la prima volta una formula dedicata ai giornalisti e ai divulgatori capaci di trattare i temi ambientali con chiarezza, rigore e forte capacità narrativa.</p>
<p>L’evento ha raccolto e presentato progetti provenienti da media diversi – podcast, reportage, documentari e iniziative di data journalism – confermando la centralità della comunicazione ambientale in un contesto informativo in costante evoluzione.</p>
<p>Il progetto di quality journalism Scrivo da un paese che non esiste, promosso da <a href="https://www.anso.it/1160/news/anso-vince-il-premio-aica-2025-per-la-migliore-comunicazione-sui-cambiamenti-climatici/">ANSO – Associazione Nazionale della Stampa Online, in collaborazione con GNI,</a> è stato premiato nella categoria “Comunicare i cambiamenti climatici”. L’iniziativa raccoglie le testimonianze delle testate locali italiane impegnate a raccontare gli effetti del cambiamento climatico nei diversi territori del Paese, componendo un quadro ricco e plurale.</p>
<p>Il premio alla carriera 2025 è stato assegnato a Franco Borgogno, giornalista, divulgatore e guida escursionistica ambientale e co fondatore di Novajo e Quotidiano Piemotnese,  per la sua capacità unica di rendere la scienza accessibile attraverso esperienze dirette, progetti di citizen science e attività divulgative sul territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>


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			</item>
		<item>
		<title>Scrivo da un Paese che non esiste selezionato tra i finalisti del Premio AICA 2025</title>
		<link>https://www.novajo.it/2025/11/11/scrivo-da-un-paese-che-non-esiste-selezionato-tra-i-finalisti-del-premio-aica-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 18:31:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.novajo.it/?p=38551</guid>

					<description><![CDATA[Il progetto di Scrivo da un Paese che non esiste,  è stato selezionato tra i finalisti del Premio AICA 2025 nella categoria Comunicare i cambiamenti climatici, dedicata ai reportage sul clima a livello nazionale e internazionale. La cerimonia di premiazione si terrà ad Alba sabato 22 novembre 2025, presso la Sala Bussi del Seminario Vescovile. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto di S<a href="https://www.novajo.it/2024/11/23/scrivo-da-un-paese-che-non-esiste-online-il-sito-che-racconta-limpatto-del-cambiamento-climatico-nelle-diverse-aree-dellitalia/">crivo da un Paese che non esiste,</a>  è stato selezionato tra i finalisti del <a href="https://www.envi.info/it/premio-aica-2025-votazioni/" target="_blank" rel="noopener">Premio AICA 2025 </a>nella categoria <em>Comunicare i cambiamenti climatici</em>, dedicata ai reportage sul clima a livello nazionale e internazionale. La cerimonia di premiazione si terrà ad Alba sabato 22 novembre 2025, presso la Sala Bussi del Seminario Vescovile.</p>
<p>Scrivo da un Paese che non esiste è un progetto di quality journalism promosso da ANSO – Associazione Nazionale Stampa Online e sostenuto da Google News Initiative. Nasce con l&#8217; obiettivo di raccogliere le voci delle testate locali per raccontare, in modo approfondito e documentato, l’impatto del cambiamento climatico in ogni angolo d’Italia.</p>
<p>Del progetto fa parte anche <a href="https://www.novajo.it/2024/10/25/festival-glocal-a-varese-il-tema-e-domande-ci-sara-anche-il-webdoc-risaie-secche-realizzato-da-novajo/">Risaie secche</a> il racconto del cambiamento climatico nelle <a href="https://ilclimastacambiando.it/risaie-del-piemonte/">risaie del Piemonte</a> realizzato da Novajo e Quotidiano Piemontese</p>
<p>Il titolo si ispira al celebre incipit di Giampaolo Pansa sul disastro del Vajont e diventa il filo rosso di un reportage diffuso, costruito a più mani dalle redazioni locali: inchieste, storie, dati, testimonianze che compongono un mosaico di un Paese che cambia e che spesso fatica a riconoscersi nei luoghi che abita.</p>
<p>Nella categoria <em>Comunicare i cambiamenti climatici</em>, S<em>crivo da un Paese che non esiste</em> è in finale insieme ad altri due progetti internazionali. Come votare Scrivo da un Paese che non esiste. Il Premio AICA 2025 prevede, oltre al voto del Comitato scientifico, anche una votazione popolare online, <strong>attiva dal 28 ottobre al 18 novembre 2025</strong>. Per sostenere Scrivo da un Paese che non esiste è possibile <a href="https://www.envi.info/it/premio-aica-2025-votazioni/">esprimere la propria preferenza compilando il modulo sul sito di AICA, alla pagina dedicata alle votazioni.</a></p>


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			</item>
		<item>
		<title>Dal 28 giugno 2025 entrano in vigore le nuove regole sull’accessibilità digitale</title>
		<link>https://www.novajo.it/2025/06/30/dal-28-giugno-2025-entrano-in-vigore-le-nuove-regole-sullaccessibilita-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2025 14:21:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 28 giugno 2025 entrano in vigore le nuove regole sull’accessibilità digitale che riguardano siti web, app, dispositivi e servizi dovranno essere progettati per essere utilizzabili anche da persone con disabilità. Dal 28 giugno è formalmente in vigore il decreto legislativo d.lgs. 82/2022 che recepisce la direttiva europea dell&#8217;European Accessibility Act &#8211; EAA che introduce [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 28 giugno 2025 entrano in vigore le nuove regole sull’accessibilità digitale che riguardano siti web, app, dispositivi e servizi dovranno essere progettati per essere utilizzabili anche da persone con disabilità.</p>
<p>Dal 28 giugno è formalmente in vigore il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/07/01/22G00089/SG">decreto legislativo d.lgs. 82/2022</a> che recepisce la direttiva europea dell&#8217;<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A32019L0882">European Accessibility Act &#8211; EAA</a> che introduce nuove norme sull&#8217;accessibilità digitale, che riguardano i requisiti di accessibilità di prodotti e servizi per essere fruibili da tutte le persone, comprese quelle con disabilità.</p>
<p>Da questa data possono essere rilasciati solo prodotti e servizi digitali accessibili e per chi non rispetta la normativa  ci sono sanzioni e la sospensione dal mercato del prodotto o del servizio non accessibile.</p>
<p>La nuova normativa fissa i criteri di accessibilità che devono avere i prodotti e servizi immessi nel mercato a partire dal 28 giugno 2025. Le nuove regole riguardano solo i fornitori di specifici prodotti e servizi indicati nella normativa. Dall&#8217;obbligo sono escluse le microimprese di servizi in pratica le aziende con meno di 10 dipendenti e fatturato annuo non superiore a 2 milioni di euro.</p>


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		<item>
		<title>Novajo aderisce a Torino Social Impact</title>
		<link>https://www.novajo.it/2025/05/07/novajo-aderisce-a-torino-social-impact/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 08:16:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Novajo ha deciso di aderire a Torino Social Impact, l’ecosistema per l’imprenditorialità e gli investimenti ad impatto sociale. Torino Social Impact è un’alleanza tra oltre 350 attori pubblici e privati, profit e non profit: una piattaforma aperta che mette a fattor comune idee, esperienze, progetti e risorse per catalizzare e attrarre forme di imprenditorialità che, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.torinosocialimpact.it/ecosistema/novajo/">Novajo</a> ha deciso di aderire a <a href="https://www.torinosocialimpact.it/">Torino Social Impact</a>, l’ecosistema per l’imprenditorialità e gli investimenti ad impatto sociale.</p>
<p><a href="https://www.torinosocialimpact.it/" target="_blank" rel="noopener">Torino Social Impact</a> è un’alleanza tra oltre 350 attori pubblici e privati, profit e non profit: una piattaforma aperta che mette a fattor comune idee, esperienze, progetti e risorse per catalizzare e attrarre forme di imprenditorialità che, sfruttando le nuove opportunità tecnologiche, ambiscono a risolvere problemi sociali emergenti attraverso modelli di impresa economicamente sostenibili.</p>


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		<item>
		<title>Entro il 13 febbraio 2025 obbligatoria l&#8217;iscrizione al RENTRI il sistema informativo di tracciabilità dei rifiuti</title>
		<link>https://www.novajo.it/2025/01/22/entro-il-13-febbraio-2025-obbligatoria-liscrizione-al-rentri-il-sistema-informativo-di-tracciabilita-dei-rifiuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 11:17:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Entro il 13 febbraio 2025 diventa obbligatoria l&#8217;iscrizione di 70 mila aziende al RENTRI il sistema informativo di tracciabilità dei rifiuti Il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti RENTRI è lo strumento su cui il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica fonda il sistema di tracciabilità dei rifiuti, prevedendo la digitalizzazione dei documenti relativi alla movimentazione e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Entro il 13 febbraio 2025 diventa obbligatoria l&#8217;iscrizione di 70 mila aziende al <a href="https://www.massa-critica.it/2025/01/entro-il-13-febbraio-2025-obbligatoria-liscrizione-di-70-mila-aziende-al-rentri-il-sistema-informativo-di-tracciabilita-dei-rifiuti/">RENTRI il sistema informativo di tracciabilità dei rifiuti</a></p>
<p>Il <a href="https://www.rentri.gov.it/">Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti RENTRI</a> è lo strumento su cui il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica fonda il sistema di tracciabilità dei rifiuti, prevedendo la digitalizzazione dei documenti relativi alla movimentazione e al trasporto dei rifiuti che potranno essere utilizzabili anche per l’eventuale attività di vigilanza e controllo.</p>
<p><iframe title="Tutorial compilazione scheda RENTRI" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/CZ5u4Ta3QZA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Soggetti tenuti all’iscrizione sonogli enti e le imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti;<br />
i produttori di rifiuti pericolosi ed i produttori di rifiuti non pericolosi con più di dieci dipendenti;<br />
gli enti e le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale o che operano in qualità di commercianti ed intermediari di rifiuti pericolosi;</p>
<ul>
<li>i Consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti;</li>
<li>i Comuni o loro Consorzi e le Comunità Montane, con riferimento ai rifiuti pericolosi.</li>
</ul>
<p>Soggetti non obbligati all’iscrizione</p>
<ul>
<li> gli Enti o imprese che hanno fino a 10 dipendenti, produttori iniziali di soli rifiuti non pericolosi;</li>
<li>a prescindere dal numero di dipendenti, enti o imprese dalle attività di scavo, costruzione e demolizione produttrici di rifiuti non pericolosi;</li>
<li>enti o imprese con produzione di rifiuti derivanti da attività commerciali, di servizio e sanitarie.</li>
</ul>
<p>Dalla data di entrata in vigore del RENTRI, l’iscrizione da parte dei soggetti obbligati, va effettuata secondo le  tempistiche riportate in tabella (con 10,00 euro di diritti di segreteria per la prima iscrizione):</p>


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