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	<title>Aziende Archives - Novajo</title>
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	<description>Il futuro della comunicazione</description>
	<lastBuildDate>Tue, 04 Aug 2026 03:10:06 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Aziende Archives - Novajo</title>
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	<item>
		<title>AI Act: cos’è, cosa prevede e cosa cambia per imprese e professionisti</title>
		<link>https://www.novajo.it/2026/08/04/ai-act-cose-cosa-prevede-e-cosa-cambia-per-imprese-e-professionisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 03:08:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
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					<description><![CDATA[Il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale è pienamente applicabile dal 2 agosto 2026. Ecco le regole sui diversi livelli di rischio, gli obblighi per aziende e fornitori, la trasparenza dell’AI generativa e le sanzioni. L’intelligenza artificiale è ormai entrata nei processi produttivi, negli uffici, nella comunicazione, nel marketing, nel customer care e nelle attività quotidiane di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale è pienamente applicabile dal 2 agosto 2026. Ecco le regole sui diversi livelli di rischio, gli obblighi per aziende e fornitori, la trasparenza dell’AI generativa e le sanzioni.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale è ormai entrata nei processi produttivi, negli uffici, nella comunicazione, nel marketing, nel customer care e nelle attività quotidiane di milioni di persone. Ma con la diffusione dell’AI cresce anche la necessità di stabilire regole chiare per garantirne un utilizzo sicuro, trasparente e rispettoso dei diritti fondamentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È questo l’obiettivo dell’<strong>AI Act</strong>, il regolamento dell’Unione europea che rappresenta il primo grande quadro normativo organico dedicato all’intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il regolamento europeo 2024/1689 è entrato in vigore il <strong>1° agosto 2024</strong> e viene applicato progressivamente. Il <strong>2 agosto 2026</strong> è arrivata la piena applicabilità generale, anche se alcune disposizioni seguono calendari specifici. Le pratiche di AI vietate e gli obblighi di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale sono applicabili dal 2 febbraio 2025, mentre le disposizioni sulla governance e sui modelli di AI per finalità generali, i cosiddetti GPAI, sono applicabili dal 2 agosto 2025. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per aziende, pubbliche amministrazioni, professionisti e fornitori di tecnologie, l’AI Act non è quindi soltanto una norma da conoscere: è un nuovo elemento da integrare nei processi di gestione del rischio, nella compliance, nella formazione delle persone e nelle strategie di innovazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è l’AI Act</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’AI Act è il regolamento europeo che stabilisce un quadro comune per lo sviluppo, l’immissione sul mercato e l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale nell’Unione europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il principio fondamentale è semplice: <strong>non tutte le applicazioni dell’intelligenza artificiale presentano gli stessi rischi e, quindi, non devono essere sottoposte alle stesse regole</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa adotta infatti un approccio basato sul rischio. Più un sistema può incidere sulla sicurezza, sulla salute, sui diritti fondamentali o sulla vita delle persone, maggiori sono gli obblighi previsti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’AI Act distingue sostanzialmente quattro livelli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>rischio inaccettabile;</li>



<li>rischio elevato;</li>



<li>rischio di trasparenza;</li>



<li>rischio minimo o nullo.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La maggior parte delle applicazioni di AI utilizzate quotidianamente rientra nella categoria a rischio minimo o nullo e non è soggetta a nuovi obblighi specifici previsti dall’AI Act. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il principio del rischio</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il modello europeo si differenzia da un approccio che vieterebbe o autorizzerebbe l’intelligenza artificiale nel suo complesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Unione europea ha scelto invece di chiedersi <strong>che cosa fa un sistema di AI, in quale contesto viene utilizzato e quali conseguenze può avere sulle persone</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una soluzione utilizzata per filtrare lo spam, per esempio, non ha lo stesso impatto di un sistema che contribuisce a decidere se una persona possa ottenere un posto di lavoro, un finanziamento o accedere a determinati servizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da questa differenza deriva la struttura dell’AI Act.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>AI vietata: cosa non si può fare</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Al livello più alto ci sono le pratiche considerate incompatibili con i valori e i diritti fondamentali dell’Unione europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono vietati determinati utilizzi dell’intelligenza artificiale considerati inaccettabili, tra cui alcune forme di manipolazione del comportamento, sfruttamento delle vulnerabilità delle persone e sistemi di classificazione sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La normativa interviene inoltre su particolari pratiche biometriche e su altri utilizzi ritenuti particolarmente invasivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per imprese e organizzazioni il primo passo, quindi, non è chiedersi soltanto <strong>“quale AI possiamo utilizzare?”</strong>, ma anche <strong>“quale utilizzo dell’AI non possiamo fare?”</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I sistemi di AI ad alto rischio</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo grande livello è quello dei sistemi ad <strong>alto rischio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono applicazioni che possono avere conseguenze rilevanti sulla salute, sulla sicurezza o sui diritti fondamentali delle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rientrano in questo ambito, a seconda delle caratteristiche e delle finalità del sistema, applicazioni legate a settori come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>occupazione e selezione del personale;</li>



<li>istruzione e formazione;</li>



<li>infrastrutture critiche;</li>



<li>accesso a servizi essenziali;</li>



<li>alcuni sistemi biometrici;</li>



<li>attività di contrasto alla criminalità;</li>



<li>migrazione, asilo e controllo delle frontiere;</li>



<li>amministrazione della giustizia.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per i sistemi ad alto rischio il regolamento impone requisiti molto più stringenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra questi ci sono la gestione e mitigazione dei rischi, la qualità dei dati, la documentazione tecnica, la registrazione delle attività, la tracciabilità, l’informazione agli utilizzatori, la supervisione umana e requisiti elevati di accuratezza, robustezza e cybersicurezza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è evitare che una decisione prodotta o supportata da un algoritmo diventi una sorta di “scatola nera” impossibile da comprendere e controllare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il ruolo della supervisione umana</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei principi più importanti dell’AI Act è quello della <strong>human oversight</strong>, cioè della supervisione umana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei sistemi ad alto rischio le persone devono poter comprendere e controllare adeguatamente il funzionamento del sistema, intervenire quando necessario e, nei casi previsti, ignorare, annullare o modificare il risultato prodotto dall’AI.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le organizzazioni questo significa che introdurre un sistema di intelligenza artificiale non equivale automaticamente a delegargli una decisione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La responsabilità dei processi deve essere chiaramente attribuita e devono essere definiti ruoli, procedure e controlli.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>AI generativa: ChatGPT e i sistemi GPAI</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un capitolo particolarmente importante riguarda i <strong>modelli di AI per finalità generali</strong>, o GPAI, cioè tecnologie capaci di svolgere un’ampia varietà di compiti e utilizzabili all’interno di molte applicazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È il mondo dei grandi modelli generativi utilizzati per produrre testi, immagini, audio, video, codice e altri contenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le regole per i modelli GPAI sono diventate applicabili dal 2 agosto 2025. Per i fornitori, gli obblighi possono comprendere documentazione tecnica, informazioni destinate ai fornitori che integrano il modello nei propri sistemi e una politica per rispettare la normativa europea sul diritto d’autore. Per i modelli GPAI classificati con rischio sistemico sono previsti requisiti aggiuntivi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo aspetto è particolarmente importante per le aziende che sviluppano, integrano o commercializzano prodotti basati su modelli generativi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dal 2 agosto 2026 scattano le nuove regole sulla trasparenza</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei cambiamenti più immediatamente visibili riguarda la <strong>trasparenza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 2 agosto 2026 si applica l’articolo 50 dell’AI Act, che introduce obblighi specifici per determinati sistemi di AI, compresi quelli interattivi e generativi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La logica è quella di consentire alle persone di capire quando stanno interagendo con una macchina oppure quando sono esposte a contenuti generati o manipolati dall’intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I fornitori devono progettare determinati sistemi in modo da informare esplicitamente gli utenti quando interagiscono direttamente con un sistema di AI.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i contenuti generati o manipolati dall’intelligenza artificiale sono inoltre previste tecniche che consentano la loro identificazione, attraverso <strong>marcature leggibili dalle macchine</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Deepfake e contenuti generati dall’AI</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema della trasparenza diventa particolarmente importante per i <strong>deepfake</strong>, cioè contenuti audio, immagini o video generati o manipolati dall’intelligenza artificiale che possono rappresentare persone, eventi o situazioni in modo artificiale ma estremamente realistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando un contenuto costituisce un deepfake, l’AI Act prevede specifici obblighi di informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Regole di trasparenza riguardano inoltre determinati contenuti generati o manipolati dall’AI destinati a informare il pubblico su questioni di interesse pubblico quando non sono stati sottoposti a revisione umana o controllo editoriale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È un passaggio particolarmente significativo per il mondo dell’informazione, della comunicazione, del marketing e dei social media.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>AI e comunicazione: cosa cambia per aziende e agenzie</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi lavora nella comunicazione digitale il tema è centrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale può essere utilizzata per scrivere testi, creare immagini, generare video, sintetizzare documenti, produrre campagne pubblicitarie, analizzare dati e supportare attività creative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma l’adozione di questi strumenti rende sempre più importante stabilire <strong>chi è responsabile del contenuto finale</strong>, quali controlli vengono effettuati e quando sia necessario rendere esplicito l’utilizzo dell’AI.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non significa che ogni testo scritto con l’aiuto di un chatbot debba automaticamente essere accompagnato da una specifica etichetta. Gli obblighi dell’articolo 50 dipendono dal tipo di sistema, dal contenuto, dal suo utilizzo e dalle condizioni previste dalla normativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La regola generale, però, è destinata a diventare sempre più importante: <strong>non utilizzare l’AI per creare un rapporto ingannevole con il pubblico</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Riconoscimento delle emozioni e dati biometrici</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra area interessata dalle regole sulla trasparenza riguarda i sistemi di riconoscimento delle emozioni e di categorizzazione biometrica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando le persone vengono esposte a questi strumenti nei casi previsti dall’AI Act, devono essere informate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione è particolarmente delicata perché l’utilizzo dell’AI può riguardare caratteristiche personali, identità, comportamenti e informazioni potenzialmente molto sensibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le aziende che adottano queste tecnologie è quindi fondamentale valutare non soltanto le prestazioni del sistema, ma anche <strong>quali dati vengono utilizzati, per quale finalità e con quali conseguenze</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’AI Act non riguarda soltanto chi sviluppa AI</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più importanti da comprendere è che l’AI Act non interessa esclusivamente le società che sviluppano algoritmi o modelli di intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il regolamento distingue tra diversi soggetti, tra cui <strong>provider</strong>, cioè fornitori di sistemi o modelli di AI, e <strong>deployer</strong>, cioè soggetti che utilizzano sistemi di AI sotto la propria responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di conseguenza, anche un’impresa che non sviluppa direttamente tecnologia può essere interessata dalla normativa se utilizza l’intelligenza artificiale nei propri processi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’azienda che impiega un sistema di AI per la selezione dei candidati, per esempio, deve chiedersi quale sia la classificazione del sistema, quali obblighi si applichino e quali procedure di controllo siano necessarie.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>AI literacy: la formazione diventa un requisito</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’AI Act introduce anche il concetto di <strong>AI literacy</strong>, cioè alfabetizzazione in materia di intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 2 febbraio 2025 sono applicabili gli obblighi relativi all’AI literacy. Le organizzazioni che utilizzano sistemi di AI devono adottare misure per garantire, per quanto necessario, un livello sufficiente di competenze alle persone che utilizzano o gestiscono questi sistemi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È una novità molto importante per le imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La formazione sull’intelligenza artificiale non dovrebbe essere considerata soltanto come un corso tecnico per specialisti. Serve a comprendere i limiti dei sistemi, riconoscere possibili errori, interpretare correttamente gli output e utilizzare l’AI in modo responsabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un’organizzazione, quindi, la governance dell’AI passa anche dalle competenze delle persone.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa deve fare un’azienda</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per una piccola o media impresa che utilizza strumenti di AI, un primo percorso di adeguamento può partire da alcuni passaggi fondamentali.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Mappare l’utilizzo dell’AI</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna innanzitutto capire quali strumenti di intelligenza artificiale vengono utilizzati all’interno dell’organizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non soltanto quelli acquistati centralmente dall’azienda, ma anche quelli utilizzati autonomamente dai dipendenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Individuare i casi d’uso</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non è sufficiente sapere che un’organizzazione utilizza l’AI. Occorre capire <strong>per quale attività</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scrivere una bozza di comunicato stampa, analizzare un documento, selezionare candidati, valutare il merito creditizio o prendere decisioni che riguardano persone sono attività molto diverse tra loro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Classificare i rischi</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per ogni caso d’uso bisogna verificare quale sia la categoria di rischio prevista dall’AI Act e quali obblighi ne derivino.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>4. Definire responsabilità e controlli</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">È necessario stabilire chi può utilizzare determinati strumenti, con quali finalità, quali dati può inserire e chi deve verificare il risultato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>5. Formare le persone</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">I dipendenti devono conoscere opportunità e limiti degli strumenti di AI utilizzati nel proprio lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>6. Proteggere dati e informazioni aziendali</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di inserire informazioni riservate in un sistema di AI generativa occorre verificare come vengono trattati i dati, quali condizioni contrattuali si applicano e quali garanzie offre il fornitore.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>7. Verificare la trasparenza</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si producono contenuti con l’intelligenza artificiale, soprattutto immagini, audio, video e contenuti destinati al pubblico, bisogna verificare se si applicano gli obblighi di trasparenza previsti dall’AI Act.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>AI Act e privacy non sono la stessa cosa</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro punto importante è che l’AI Act <strong>non sostituisce il GDPR</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le due normative operano su piani differenti ma possono riguardare contemporaneamente lo stesso processo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il GDPR tutela le persone rispetto al trattamento dei dati personali, mentre l’AI Act disciplina i sistemi di intelligenza artificiale secondo un approccio basato sul rischio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un progetto aziendale che utilizza AI e dati personali può quindi richiedere contemporaneamente una valutazione sotto il profilo della normativa sull’intelligenza artificiale e una verifica rispetto alla disciplina sulla protezione dei dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le imprese questo significa evitare l’errore di considerare la conformità all’AI Act come una sorta di sostituto della compliance privacy.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le sanzioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’AI Act prevede sanzioni significative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per alcune violazioni le multe possono arrivare fino a <strong>35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo</strong> dell’esercizio precedente, mentre per altre categorie di infrazioni possono arrivare fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono previste regole di proporzionalità specifiche per PMI e piccole imprese a media capitalizzazione. Per le violazioni degli obblighi di trasparenza dell’articolo 50, la Commissione indica multe fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale totale dell’esercizio precedente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema sanzionatorio è quindi un ulteriore elemento che rende la governance dell’intelligenza artificiale una questione strategica per le imprese.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il calendario dell’AI Act</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso di applicazione del regolamento è progressivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1 agosto 2024:</strong> entra in vigore l’AI Act.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2 febbraio 2025:</strong> diventano applicabili le disposizioni sulle pratiche di AI vietate e gli obblighi di AI literacy.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2 agosto 2025:</strong> entrano in applicazione le regole sulla governance e gli obblighi per i modelli GPAI.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2 agosto 2026:</strong> arriva la piena applicabilità generale del regolamento e diventano applicabili, tra gli altri, gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2 dicembre 2027:</strong> secondo l’attuale calendario, diventano applicabili le regole per determinati sistemi ad alto rischio in settori come biometria, infrastrutture critiche, istruzione, occupazione, migrazione, asilo e controllo delle frontiere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2 agosto 2028:</strong> si applicano le regole per i sistemi ad alto rischio integrati in determinati prodotti regolamentati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il calendario è particolarmente importante per le aziende perché significa che la conformità non può essere affrontata come un unico adempimento da svolgere in una sola volta.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’AI Act come occasione per una nuova governance digitale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’AI Act può essere percepito dalle imprese esclusivamente come un nuovo insieme di obblighi burocratici. Sarebbe però una lettura riduttiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La diffusione dell’intelligenza artificiale sta modificando profondamente i processi organizzativi. Per questo la normativa europea può diventare anche l’occasione per costruire una <strong>governance dell’AI</strong> capace di rendere più consapevole l’innovazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’organizzazione dovrebbe sapere quali sistemi utilizza, quali dati vengono trattati, quali decisioni vengono supportate dall’intelligenza artificiale, quali rischi esistono e chi è responsabile del controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa mappatura può contribuire anche a migliorare la sicurezza informatica, la gestione dei dati, la qualità dei processi e la capacità delle persone di utilizzare correttamente le nuove tecnologie.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalla compliance alla fiducia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il vero obiettivo dell’AI Act va quindi oltre la semplice regolamentazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Unione europea sta cercando di costruire un modello nel quale l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata senza trasformarsi in una tecnologia opaca, incontrollabile o potenzialmente lesiva dei diritti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le imprese la sfida è trasformare questo principio in pratiche concrete: <strong>conoscere gli strumenti, classificare i rischi, formare le persone, proteggere i dati, controllare i risultati e garantire trasparenza quando richiesta</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale continuerà a evolversi rapidamente. L’AI Act prova a costruire intorno a questa trasformazione un quadro di regole capace di tenere insieme innovazione, competitività e tutela delle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per aziende e professionisti, il momento giusto per occuparsi di AI governance non è quando arriverà una verifica o una sanzione. È adesso: <strong>l’intelligenza artificiale è già parte dei processi aziendali e la conformità deve diventare parte della strategia digitale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per <strong>Novajo.it</strong>, questo articolo può essere ulteriormente valorizzato con un box finale <strong>“AI Act: checklist per le aziende”</strong> e una <strong>tabella “obbligo / chi riguarda / da quando / cosa fare”</strong>, così da trasformarlo da articolo informativo in una vera guida operativa per imprese e professionisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vuoi utilizzare l&#8217;IA in azienda ? Novajo può aiutarti. <a href="https://www.novajo.it/blog/contatti/">Contattaci per saperne di più</a><br></p>
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		<title>Il Buono Digitale per favorire gli investimenti digitali di PMI, studi professionali ed enti del terzo settore parte integrante del Manifesto per l’Italia Digitale</title>
		<link>https://www.novajo.it/2026/07/14/il-buono-digitale-per-favorire-gli-investimenti-digitali-di-pmi-studi-professionali-ed-enti-del-terzo-settore-parte-integrante-del-manifesto-per-litalia-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:21:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[Nasce il Manifesto per l’Italia Digitale, promosso da AIIP, AssoSoftware, Confartigianato, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni, con l’obiettivo di accelerare la trasformazione digitale del tessuto produttivo italiano. La proposta principale è l’introduzione del Buono Digitale nella prossima Legge di Bilancio: uno strumento semplice, della durata di tre anni e basato su criteri di verifica dell’effettiva [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nasce il <a href="https://www.massa-critica.it/2026/07/e-nato-il-manifesto-per-litalia-digitale-con-il-buono-digitale-per-favorire-gli-investimenti-digitali-di-pmi-studi-professionali-ed-enti-del-terzo-settore/"><strong>Manifesto per l’Italia Digitale</strong>,</a> promosso da AIIP, AssoSoftware, Confartigianato, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni, con l’obiettivo di accelerare la trasformazione digitale del tessuto produttivo italiano. La proposta principale è l’introduzione del <strong>Buono Digitale</strong> nella prossima Legge di Bilancio: uno strumento semplice, della durata di tre anni e basato su criteri di verifica dell’effettiva adozione delle tecnologie, pensato per sostenere gli investimenti digitali immateriali di micro, piccole e medie imprese, studi professionali ed enti del Terzo settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa nasce per colmare il divario digitale che caratterizza soprattutto le realtà di dimensioni minori. In Italia il 94,7% delle imprese ha meno di 10 addetti, ma solo il 29,4% delle microimprese con 2-9 dipendenti utilizza un software gestionale, rispetto al 51,4% delle aziende con almeno 10 addetti. Il Manifesto propone quindi una misura complementare ai programmi Transizione 4.0 e 5.0, capace di intercettare la domanda diffusa di digitalizzazione proveniente dalle imprese più piccole, dai professionisti e dagli enti del Terzo settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Buono Digitale</strong> finanzierà investimenti in software gestionali, servizi cloud, piattaforme digitali, soluzioni di intelligenza artificiale, cybersecurity, e-commerce, consulenza, formazione e adempimenti legati alla compliance. Il contributo sarà riconosciuto non al momento dell’acquisto, ma in seguito all’effettiva messa in funzione delle soluzioni adottate, così da favorire investimenti realmente operativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura è rivolta alle imprese con un organico compreso tra 2 e 99 addetti, prevedendo un’intensità di aiuto maggiore per le realtà di dimensioni più ridotte e una premialità per le tecnologie sviluppate nell’Unione europea. Secondo le stime dei promotori, il Buono Digitale potrebbe raggiungere circa 578 mila beneficiari nell’arco di tre anni, attivando investimenti per oltre 7 miliardi di euro a fronte di un impegno pubblico stimato in 3,951 miliardi.</p>
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		<title>Entro il 13 febbraio 2025 obbligatoria l&#8217;iscrizione al RENTRI il sistema informativo di tracciabilità dei rifiuti</title>
		<link>https://www.novajo.it/2025/01/22/entro-il-13-febbraio-2025-obbligatoria-liscrizione-al-rentri-il-sistema-informativo-di-tracciabilita-dei-rifiuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 11:17:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.novajo.it/?p=31175</guid>

					<description><![CDATA[Entro il 13 febbraio 2025 diventa obbligatoria l&#8217;iscrizione di 70 mila aziende al RENTRI il sistema informativo di tracciabilità dei rifiuti Il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti RENTRI è lo strumento su cui il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica fonda il sistema di tracciabilità dei rifiuti, prevedendo la digitalizzazione dei documenti relativi alla movimentazione e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Entro il 13 febbraio 2025 diventa obbligatoria l&#8217;iscrizione di 70 mila aziende al <a href="https://www.massa-critica.it/2025/01/entro-il-13-febbraio-2025-obbligatoria-liscrizione-di-70-mila-aziende-al-rentri-il-sistema-informativo-di-tracciabilita-dei-rifiuti/">RENTRI il sistema informativo di tracciabilità dei rifiuti</a></p>
<p>Il <a href="https://www.rentri.gov.it/">Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti RENTRI</a> è lo strumento su cui il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica fonda il sistema di tracciabilità dei rifiuti, prevedendo la digitalizzazione dei documenti relativi alla movimentazione e al trasporto dei rifiuti che potranno essere utilizzabili anche per l’eventuale attività di vigilanza e controllo.</p>
<p><iframe title="Tutorial compilazione scheda RENTRI" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/CZ5u4Ta3QZA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Soggetti tenuti all’iscrizione sonogli enti e le imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti;<br />
i produttori di rifiuti pericolosi ed i produttori di rifiuti non pericolosi con più di dieci dipendenti;<br />
gli enti e le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale o che operano in qualità di commercianti ed intermediari di rifiuti pericolosi;</p>
<ul>
<li>i Consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti;</li>
<li>i Comuni o loro Consorzi e le Comunità Montane, con riferimento ai rifiuti pericolosi.</li>
</ul>
<p>Soggetti non obbligati all’iscrizione</p>
<ul>
<li> gli Enti o imprese che hanno fino a 10 dipendenti, produttori iniziali di soli rifiuti non pericolosi;</li>
<li>a prescindere dal numero di dipendenti, enti o imprese dalle attività di scavo, costruzione e demolizione produttrici di rifiuti non pericolosi;</li>
<li>enti o imprese con produzione di rifiuti derivanti da attività commerciali, di servizio e sanitarie.</li>
</ul>
<p>Dalla data di entrata in vigore del RENTRI, l’iscrizione da parte dei soggetti obbligati, va effettuata secondo le  tempistiche riportate in tabella (con 10,00 euro di diritti di segreteria per la prima iscrizione).</p>
<p>Devi aiscriverti al RENTRI ? Novajo può aiutarti. <a href="https://www.novajo.it/blog/contatti/">Contattaci per saperne di più</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il dati delle cooperative di Torino nel primo semestre 2024: Il 92,4% delle cooperative ha già adottato almeno un’azione in tema ESG</title>
		<link>https://www.novajo.it/2024/10/01/il-dati-delle-cooperative-di-torino-nel-primo-semestre-2024-il-924-delle-cooperative-ha-gia-adottato-almeno-unazione-in-tema-esg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2024 10:03:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Martedì primo ottobre è stato presentato aggiornamento annuale dell’analisi realizzata dalla Camera di commercio di Torino in collaborazione con le associazioni Legacoop Piemonte, Confcooperative Piemonte Nord e AGCI Piemonte, che permette di avere un ritratto completo e aggiornato sul mondo cooperativo locale, tra ridimensionamento, specializzazioni e strategie per il reperimento del personale. A giugno 2024 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì primo ottobre è stato presentato aggiornamento annuale dell’analisi realizzata dalla Camera di commercio di Torino in collaborazione con le associazioni Legacoop Piemonte, Confcooperative Piemonte Nord e AGCI Piemonte, che permette di avere un ritratto completo e aggiornato sul mondo cooperativo locale, tra ridimensionamento, specializzazioni e strategie per il reperimento del personale.<span id="more-28588"></span></p>
<p>A giugno 2024 si contavano 1.105 imprese, in calo dell’1,7% rispetto a fine 2023, ma del -28,1% rispetto a 10 anni fa. Il comparto nel 2023 ha realizzato 2,8 miliardi di euro come valore della produzione e impiegato oltre 42mila addetti. Pur prevalendo nel primo semestre 2024 la stazionarietà sia del fatturato sia dell’occupazione, il 74,7% degli intervistati si dichiara ancora ottimista per il futuro. Parità di genere, ingresso di personale giovane e azioni ESG al centro delle strategie aziendali per lo sviluppo.</p>
<p>“Il mondo cooperativo torinese, che registra da diversi anni un progressivo ridimensionamento in termini numerici, ha vissuto questo primo semestre 2024 in un clima di generale ottimismo, anche se, rispetto al 2023, fatturato e occupazione sono previsti più in consolidamento che in crescita &#8211; spiega Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino. – Con una maggiore presenza nei servizi a imprese e persone, questo universo imprenditoriale è in costante ricerca di manodopera, con il 47,9% delle realtà intervistate che prevede l’inserimento di nuovo personale, ma sconta difficoltà di reperimento e si interroga su come favorire maggiormente l’ingresso di donne e giovani. Alta (92,4%) la percentuale di imprese che hanno già adottato almeno un’azione ESG”.</p>
<p>“L’analisi condotta con Camera di commercio di Torino conferma anche per l’anno 2023/24 l’impatto delle cooperative sull’economia torinese. Le nostre imprese hanno un ruolo importante in termini di valore della produzione e per i servizi che offrono alla comunità. Ci fa piacere che dopo anni difficili il sentiment sia di ottimismo e crescita. Restano ancora difficoltà nella ricerca di risorse che abbiano l’adeguata formazione e competenza professionale e di giovani che consentano un ricambio generazionale alle imprese. Aspetti che rappresentano per Legacoop Piemonte una sfida importante per un futuro in cui la cooperazione vuole essere sempre più protagonista” dichiara Massimo Rizzo, Vicepresidente di Legacoop Piemonte.</p>
<p>Secondo Irene Bongiovanni, Presidente di Confcooperative Piemonte Nord: &#8220;Accogliamo con grande soddisfazione i dati emersi da questa rilevazione, che confermano quanto già osservato: il sistema cooperativo si mantiene solido in tutti i settori storicamente coinvolti. Come emerge in particolare dal settore agricolo, la cooperazione si rivela in molti casi una risposta efficace alle difficoltà del mercato. Uniti è davvero possibile raggiungere obiettivi che sembrano impossibili. Inoltre, vediamo emergere all&#8217;orizzonte promettenti percorsi di sviluppo che potrebbero delineare il prossimo futuro della cooperazione, soprattutto nel sostegno a un rinnovato ruolo dell&#8217;economia di comunità, oggi rappresentato dalle Comunità Energetiche Rinnovabili, dalle Cooperative di Comunità e dal Turismo Sostenibile. Per l&#8217;intero sistema, è fondamentale continuare a lavorare per migliorare l&#8217;equilibrio di genere nei ruoli dirigenziali e di governance delle imprese, investendo costantemente sul ricambio generazionale e promuovendo l&#8217;integrazione a tutti i livelli dei nuovi cittadini&#8221;.</p>
<p>Secondo Giuseppe D’Anna, Presidente di AGCI Piemonte Associazione Generale Cooperative: “Il rapporto evidenzia un rallentamento della crescita. Dopo decenni di stabilità, sembra prospettarsi un nuovo “disordine” globale, un mondo certamente più incerto in cui alle variabili di un tempo se ne sommano di nuove: guerra in Ucraina, avvento dell&#8217;intelligenza artificiale, rallentamento della crescita, inflazione ed ennesimo inasprimento dei divari sociali. Il dato che più ci preoccupa è quello del calo delle cooperative giovanili. Tale fenomeno assume risvolti decisamente preoccupanti, dal momento che la denatalità e l&#8217;invecchiamento della popolazione pongono enormi sfide ai sistemi di welfare soprattutto in mancanza di ricambi generazionali. La fotografia delineata è quella di un Paese certamente inquieto con forti timori, ma che complessivamente dobbiamo sostenere con azioni di fiducia, accettazione e aspettativa positiva”.</p>
<p>Nel 2023 le cooperative torinesi hanno generato 2,8 miliardi di euro in valore della produzione e hanno dato lavoro a 42.438 addetti. È quello dei servizi alle imprese e alle persone il settore in cui le cooperative sono protagoniste: qui converge più della metà (51%) del valore della produzione e oltre il 90% degli addetti.</p>
<p>In crescita la rappresentatività delle associazioni: AGCI Piemonte, Confcooperative Piemonte Nord e Legacoop Piemonte raccolgono insieme 968 cooperative (+63 rispetto al 2022) che insieme valgono l’85% delle cooperative attive totali della provincia; di queste 761 hanno sede nel torinese, realizzano 2,4 miliardi di valore della produzione, impiegando 31.231 addetti (il 73,6% del totale provinciale).</p>
<p>Al primo semestre 2024 si contano 1.105 cooperative torinesi: si tratta di un dato in flessione, sia se paragonato allo stesso periodo dell’anno precedente (-5,4%), sia rispetto a fine 2023 (-1,7%). Il sistema cooperativo si conferma Torino-centrico: nel capoluogo piemontese ha sede, infatti, il 57,8% delle imprese. Complessivamente la cooperazione torinese da almeno un decennio registra un calo costante: se a fine 2014 si contavano 1.536 cooperative attive, oggi la fotografia restituisce una perdita di oltre 430 unità (-28,1% in 10 anni).</p>
<p>Per quanto riguarda i settori di attività, i servizi alle imprese (40,5%) e alle persone (27,8%) rappresentano oltre il 68% delle cooperative attive nella città metropolitana di Torino. Entrambi i settori risultano in sofferenza rispetto a fine 2023, mentre l’unico comparto a registrare stabilità nell’ultimo anno è quello delle costruzioni, terzo settore per importanza.</p>
<p>Guardando all’andamento dei settori negli ultimi 10 anni si evidenziano i settori che nel decennio hanno perso il maggior numero di attività. Al netto dell’agricoltura, tutti gli altri settori hanno registrato un’erosione più o meno consistente della numerosità imprenditoriale. È il settore delle costruzioni quello che dal 2014 al I semestre 2024 ha registrato la flessione più consistente (-41,5%).</p>
<p>Se si analizzano le componenti imprenditoriali[1], la più numerosa è rappresentata dalle imprese femminili (315) in calo rispetto a fine 2023. Rappresentano il 28,5% del totale delle cooperative, percentuale più alta rispetto a quanto accade nel sistema imprenditoriale complessivo del torinese (il 22,2%).</p>
<p>In calo sia le imprese straniere (57, erano 64 a fine 2023), il 5,1% del totale, sia le cooperative giovanili (23, erano 27 a fine 2023), il 2% del totale.</p>
<p>Evidente la specializzazione in settori delle diverse componenti: le imprese femminili si concentrano maggiormente nei servizi alla persona (47,6%), le straniere e le giovanili nei servizi alle imprese (rispettivamente 57,9% e 39,1%).</p>
<p>In termini di fatturato quasi il 38% delle imprese ha dichiarato di aver registrato nel 2023 una stabilità del giro d’affari e rimane elevata la quota delle imprese (il 46,2%) che ha dichiarato un incremento del giro d’affari rispetto al 2022. Il trend migliore si registra tra le cooperative di salute e sociale, seguite da quelle del turismo, cultura media e sport. Anche dal punto di vista dell’occupazione si registra un consolidamento, con un 25% dei rispondenti che registra un aumento degli addetti.</p>
<p>Nonostante il 74,7% delle cooperative si dichiari ottimista per il futuro, i dati per il primo semestre 2024 risultano abbastanza positivi, anche se in rallentamento e più orientati alla stabilità: il fatturato è registrato in aumento per solo il 23,1% delle aziende, ma stazionario per il 56,3%, mentre l’occupazione risulta stabile per la maggior parte delle imprese (78,4%).</p>
<p>Risorse umane: strategie per under 35 e parità di genere<br />
Anche se l’universo cooperativo offre costantemente opportunità lavorative (il 47,9% delle imprese intervistate prevede l’inserimento di nuovo personale sia per sostituzioni, sia per ampliamento dell’attività), quasi la metà delle cooperative dichiara di aver riscontrato difficoltà di reperimento di nuove risorse, soprattutto a causa dell’inadeguatezza della formazione e delle competenze del personale esaminato.</p>
<p>La presenza di giovani (27,3%) e soprattutto di donne (72,2%) risulta già elevata, ma si possono individuare alcune azioni per incoraggiare un maggiore inserimento di queste categorie nel mondo cooperativo. Ad esempio, per i giovani risultano importanti orari flessibili e percorsi di crescita professionale; per le donne azioni di conciliazione tra vita e lavoro, l’introduzione del part-time e in generale la possibilità di avere orari flessibili. Ad oggi, tuttavia, già una cooperativa su due ha donne inserite nelle posizioni apicali dell’impresa.</p>
<p>Il 92,4% delle cooperative ha già adottato almeno un’azione in tema ESG, soprattutto in ambito sociale, con politiche per la salute e la sicurezza dei lavoratori. In ambito ambientale, spicca la produzione di energia da fonti rinnovabili, un’attenzione che si rispecchia anche nell’ambito della governance, con la stesura di piani coerenti con la transizione energetica e di report di sostenibilità.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le proposte per il Natale 2023 di Novajo e Quotidiano Piemontese per la migliore comunicazione online per le aziende</title>
		<link>https://www.novajo.it/2023/11/17/le-proposte-per-il-natale-2023-di-novajo-e-quotidiano-piemontese-per-la-migliore-comunicazione-online-per-le-aziende/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 20:05:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Natale 2023 è un momento importante per realizzare gli obiettivi economici delle aziende del Piemonte. Novajo presenta le Proposte 2023 di Natale di Quotidiano Piemontese per fornire alle aziende offerte a pacchetto per la migliore comunicazione online nel periodo natalizio per posizionarsi e proporsi online con la migliore visibilità. Le nostre strenne di Natale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Natale 2023 è un momento importante per realizzare gli obiettivi economici delle aziende del Piemonte. Novajo presenta le Proposte 2023 di Natale di Quotidiano Piemontese per fornire alle aziende offerte a pacchetto per la migliore comunicazione online nel periodo natalizio per posizionarsi e proporsi online con la migliore visibilità.<span id="more-23980"></span></p>
<p>Le nostre strenne di Natale prevedono offerte di pubblicità online e di contenuti.</p>
<p><strong>Il Pubbliredazionale</strong></p>
<p>Per Natale il pubbliredazionale è il formato pubblicitario che si sta imponendo come il più efficace e potente online e che permette di ottenere i migliori risultati per chi vuole guadagnarsi visibilità sui media digitali sia B2B che B2C. Un pubbliredazionale è uno spazio pubblicitario che un’azienda acquisisce su un sito di informazione e che viene utilizzato per pubblicare un contenuto sulla testata che viene indicizzato sui motori di ricerca fornendo potenza comunicativa a diversi livelli all’attività economica direttamente sulla testata e incrementando la visibilità SEO sui motori di ricerca anche attraverso i link che contiene.</p>
<p>Si tratta di un tipo di informazione pubblicitaria redatta in stile giornalistico che viene considerata lecita e legalmente corretta se pubblicata in modo da essere riconoscibile e distinguibile dal resto del contenuto della testata. Il pubbliredazionale è perfetto per piccole e medie imprese, negozi e studi professionali. E’ una forma di pubblicità non invasiva, che serve a raccontare la storia di un’attività economica, le novità dell’azienda come nuovi prodotti, risultati aziendali, nuove sedi e viene scritto in forma discorsiva o come un’intervista e può contenere video e immagini.</p>
<p><strong>I banner pubblicitari</strong></p>
<p>I banner pubblicitari sono ancora uno il mezzo più comune utilizzati per la pubblicità perché offrono una presenza visibile online quando posizionati su siti web autorevoli e frequentati dal target di riferimento. I banner possono essere mirati a pubblici specifici in base a criteri demografici, comportamentali o geografici.  Rispetto ad altre forme di pubblicità, come la televisione o la stampa, i banner online possono essere più economici e offrono strumenti avanzati per il monitoraggio delle prestazioni</p>
<p><strong>I Social Network</strong></p>
<p>Comunicare al meglio attraverso i social network è indispensabile per comunicare la propria azienda e colloquiare con cittadini e clienti. Noi di <a href="https://www.novajo.it/">Novajo</a> siamo dei veri esperti dei social network e della loro gestione: dalla progettazione alla realizzazione e gestione giorno dopo giorno per la comunicazione aziendale, per il supporto per la clientela, per le imprese e per gli enti pubblici, per comunicare l&#8217;emergenza o per gestire campagne di comunicazione.</p>
<p>Noi lavoriamo con Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin e TikTok.</p>
<p>Per realizzare le vostre strategie social ci piace lavorare ascoltando e definendo strategie con i nostri clienti . Ci facciamo raccontare i vostri obiettivi sul mondo dei social network, analizzando target, mercato e competitor, valutando insieme i canali migliori per il vostro business. Creiamo ed impostiamo al meglio gli account sui social concordati e prepariamo dei piani editoriali su misura per i vostri obiettivi. Realizziamo poi i contenuti testuali e multimediali per comunicare sui social e verifichiamo e moderiamo i commenti presenti.</p>
<p>Volete saperne di più ? <a href="https://www.novajo.it/contatti/">Scriveteci per una consulenza gratuita</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Regione Piemonte ha lanciato il  bando Voucher Digitalizzazione PMI . Vi spieghiamo come funziona</title>
		<link>https://www.novajo.it/2023/10/12/la-regione-piemonte-ha-lanciato-il-bando-voucher-digitalizzazione-pmi-vi-spieghiamo-come-funziona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2023 16:12:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione Piemonte ha lanciato il  bando Voucher digitalizzazione PMI che rappresenta una delle misure del Programma regionale FESR 2021-2027 finalizzate a supportare la transizione digitale delle imprese del territorio. Per le aziende è un’ottima occasione per finanziare la realizzazione di nuovi progetti digitali che vanno dai siti web, all&#8217;ecommerce, alle integrazioni con gestionali con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Piemonte ha lanciato il  bando Voucher digitalizzazione PMI che rappresenta una delle misure del Programma regionale FESR 2021-2027 finalizzate a supportare la transizione digitale delle imprese del territorio.<span id="more-23554"></span></p>
<p>Per le aziende è un’ottima occasione per finanziare la realizzazione di nuovi progetti digitali che vanno dai siti web, all&#8217;ecommerce, alle integrazioni con gestionali con un contributo a fondo perduto fino al 70% delle spese ammesse offerto per micro piccole medie imprese piemontesi a partire dal 24 ottobre 2023.</p>
<p>Il bando risponde all&#8217;esigenza di molte PMI di effettuare investimenti di dimensione limitata, non agevolabili tramite altre misure del PR FESR dedicate ad interventi di digitalizzazione di più ampia portata.</p>
<p>L’agevolazione prevista consiste in un contributo a fondo perduto &#8211; voucher concesso a copertura di una quota delle spese ammissibili sostenute dall&#8217;impresa per la realizzazione di un progetto di digitalizzazione riguardante gli ambiti tecnologici specificamente previsti dal bando. Gli interventi possono prevedere quali spese ammissibili l&#8217;acquisto di beni e servizi strumentali, servizi di formazione e di consulenza. La quota delle spese progettuali coperte dal voucher è fissata al 65% per le micro imprese, al 60% per le medie imprese e al 50% per le medie imprese.</p>
<p>Per andare incontro all&#8217;esigenza dei soggetti economici di ricevere un supporto anche per investimenti di entità più contenuta, l&#8217;importo minimo del voucher richiedibile è fissato in Euro 4.000,00 per la micro impresa e in Euro 5.000,00 per la piccola e media impresa, mentre la sua dimensione massima per tutte le classi dimensionali è Euro 25.000,00.</p>
<p>La dotazione finanziaria del bando ammonta a 11 milioni di euro, di cui 10 milioni a valere sul PR FESR 2021-2027 e 1 milione a valere su risorse  delle Camere di commercio piemontesi.</p>
<p>Gli ambiti tecnologici di innovazione digitale dei progetti dovranno riguardare almeno una tecnologia del primo elenco, con l’eventuale aggiunta di una o più tecnologie dell&#8217;elenco 2.<br />
Elenco 1: robotica avanzata e collaborativa; interfaccia uomo-macchina; manifattura additiva e stampa 3D; prototipazione rapida; internet delle cose e delle macchine; cloud, High Performance Computing &#8211; HPC, fog e quantum computing; soluzioni di cyber security e business continuity; big data e analytics; intelligenza artificiale; blockchain; soluzioni tecnologiche per la navigazione immersiva, interattiva e partecipativa ; simulazione e sistemi cyberfisici; integrazione verticale e orizzontale; soluzioni tecnologiche digitali di filiera per l’ottimizzazione della supply chain; soluzioni tecnologiche per la gestione e il coordinamento dei processi aziendali con elevate caratteristiche di integrazione delle attività come ERP, CRM; soluzioni tecnologiche digitali necessarie per l’ottimizzazione dei servizi resi.</p>
<p>Elenco 2: sistemi di pagamento mobile e/o via Internet; sistemi fintech; sistemi EDI, electronic data interchange; geolocalizzazione; tecnologie per l’in-store customer experience; system integration applicata all’automazione dei processi; tecnologie della Next Production Revolution (NPR); programmi di digital marketing; soluzioni tecnologiche per la transizione ecologica; connettività a Banda Ultralarga; sistemi di e-commerce; soluzioni tecnologiche digitali per l’automazione del sistema produttivo e di vendita.</p>
<p><iframe title="Webinar Il Programma Fesr 21 27 Voucher Digitalizzazione PMI" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/4FmXTytS-eY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Lo sportello per la presentazione delle domande sarà aperto dalle ore 11:00 del 24 ottobre 2023 alle ore 16:00 del 20 febbraio 2024, salvo chiusura anticipata per esaurimento fondi.</p>
<p><a href="https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/voucher-digitalizzazione-pmi" target="_blank" rel="noopener">Per maggiori informazioni</a></p>
<p>Volete saperne di più ? <a href="https://www.novajo.it/contatti/">Scriveteci per una consulenza gratuita</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Novajo supporta l&#8217;edizione 2023 di Faber</title>
		<link>https://www.novajo.it/2023/04/18/novajo-insieme-alledizione-2023-di-faber/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2023 00:13:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Novajo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.novajo.it/?p=20367</guid>

					<description><![CDATA[Novajo  è nuovamente partner anche con Quotidiano Piemontese e Massa Critica di Faber giunto alla sua sesta edizione. Faber, creatività, impresa e impatto da 15 anni favorisce l’incontro tra giovani attivi nei campi della creatività digitale con le imprese e le organizzazioni interessate a valorizzare queste competenze. Possono partecipare al  concorso opere e prodotti realizzati negli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Novajo  è nuovamente partner anche con Quotidiano Piemontese e Massa Critica di <a href="https://www.massa-critica.it/2023/04/torna-faber-per-mettere-insieme-creativita-digitale-e-impresa/" target="_blank" rel="noopener">Faber giunto alla sua sesta edizione</a>.</p>
<p><span id="more-20367"></span></p>
<p><a href="https://www.fabermeeting.it/" target="_blank" rel="noopener">Faber, creatività, impresa e impatto</a> da 15 anni favorisce l’incontro tra giovani attivi nei campi della creatività digitale con le imprese e le organizzazioni interessate a valorizzare queste competenze.</p>
<p>Possono partecipare al  concorso opere e prodotti realizzati negli ultimi 24 mesi dietro commissione o autonomamente, a tema libero nelle quattro categorie previste: Live action &amp; Animazione, Visual &amp; Graphic design, Gaming, realtà aumentata e realtà virtuale, Web, app, social.</p>
<p>Partecipare e vincere il concorso Faber, permette ai creativi digitali under 35 di accedere al fabermeeting e quindi di partecipare a workshop, talk, momenti di incontro e scambio con le imprese partner, esperienze retribuite presso le stesse aziende e avere sostegno ai progetti proposti in diversi ambiti, tra cui live action, visual design, realtà aumentata e realtà virtuale, app, social.</p>
<p>Faber promuove anche la conoscenza e l’applicazione di mezzi e strumenti legati alla creatività e al digitale per rispondere alle nuove sfide sociali e imprenditoriali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il nuovo sito della Fondazione per l&#8217;Ambiente Teobaldo Fenoglio ONLUS</title>
		<link>https://www.novajo.it/2023/03/29/il-nuovo-sito-della-fondazione-per-lambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Novajo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2023 03:15:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Novajo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.novajo.it/?p=20126</guid>

					<description><![CDATA[E&#8217; online il nuovo sito della Fondazione per l’Ambiente Teobaldo Fenoglio ONLUS realizzato da Novajo Comunica insieme a Mavida. La Fondazione per l’Ambiente è una delle più importanti organizzazioni che in Piemonte si occupano di  Sostenibilità ed Economia Circolare;  Governance delle Risorse Naturali;  Innovazione e piattaforme digitali e Regolazione dei servizi pubblici locali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; online il nuovo sito della <a href="https://www.fondazioneambiente.org/" target="_blank" rel="noopener">Fondazione per l’Ambiente Teobaldo Fenoglio ONLUS</a> realizzato da <a href="https://www.novajo.it/2023/02/14/nasce-novajo-comunica-per-aiutare-le-aziende-e-gli-enti-a-comunicare-la-propria-attivita-e-trasformarsi-in-media-company/">Novajo Comunica</a> insieme a <a href="https://www.novajo.it/novajo-comunica/chi-siamo/">Mavida</a>. <span id="more-20126"></span></p>
<p>La Fondazione per l’Ambiente è una delle più importanti organizzazioni che in Piemonte si occupano di  Sostenibilità ed Economia Circolare;  Governance delle Risorse Naturali;  Innovazione e piattaforme digitali e Regolazione dei servizi pubblici locali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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